.
Nella piazza principale,
l'antica piazza del mercato di San Giovanni Bianco si erge il monumento
eretto in favore di Vistallo Zignoni (nato in paese), valorosissimo ed
audace guerriero che nel 1495 durante la battaglia di Fornovo sul Taro
sottrasse ad un segretario di Carlo VIII , re di Francia e dono' al paese
una Spina della Corona di Gesu'. La Sacra Spina dopo essere stata anche
a Parigi si trova tutt'ora conservata e venerata nella Parrocchiale dedicata
a San Giovanni Evangelista, dove ritroviamo tracce dell'episodio nei dipinti
di Antonio Morali.
.
| La Sacra
Reliquia e' quindi da tempo segno di una profonda devozione popolare che
dura tutt'ora e che vede coinvolta oltre alla popolazione di San Giovanni
Bianco tutta la popolazione vallare che partecipa alla festa celebrata
nella Domenica di Passione che precede di 15 giorni la Pasqua. A questa
festa di carattere religioso si affianca immancabile e benvenuta la sagra
paesana in cui sopravvivono ritualita' pagane, come l'annunciare della
primavera e quindi del risveglio della natura. Cosi' la notte della vigilia
si illumina di caratteristici falo' , mentre le case del paese sono disegnate
dallo sfavillio ardente dei lumini che danno un piacevole brivido lungo
la schiena.... Si finisce con gli immancabili fuochi d'artificio che richiamano
migliaia di persone in cerca di emozioni, divertimento e tradizioni.
Secondo la tradizione
ogni Venerdì Santo la Sacra Spina produceva fiori miracolosi, finche'
ad interrompere il prodigio venne nel 1598 il sacrilego furto da parte
di un ex filatore ed ex galeotto del paese, tal Bernardo Archaino. La reliquia
fu ben presto ritrovata, ma da allora il miracolo non ebbe piu' luogo.
Cio' non impedì che il culto della reliquia divenisse quello piu'
sentito dell'intera Valle Brembana. Ed dopo oltre 3 secoli torno' anche
la fioritura miracolosa. Parliamo di quanto avvenuto nella notte del 27
Marzo 1932, una data impressa a fuoco nella storia di San Giovanni Bianco
e delle migliaia di fedeli della Sacra Spina.
Ed eccoci dunque
alla notte del 27 Marzo 1932. L'attesa era grandissima gia' da alcuni giorni
perche' si sapeva che le Sacre Spine conservate in altre chiese Italiane,
come ad Andria e a Napoli, davano luogo a manifestazioni prodigiose ogni
qual volta il Venerdì Santo coincideva con il 25 Marzo. Com'era
il caso di quell'anno . Da mesi i fedeli di San Giovanni Bianco si preparavano
all'evento con veglie, preghiere, digiuni e penitenze. |
|
|
Mons.
Bernareggi e la commissione di periti incaricata
di esaminare
la reliquia della Sacra Spina
 |
|
E gia'
il mattino del Venerdì Santo la chiesa era straripante di fedeli,
provenienti da tutta la provincia. Presenti anche il Vescovo di Bergamo
Mons. Luigi Maria Marelli e una commissione vescovile di periti presieduta
dal medico municipale di Bergamo Luciano Pizzini. Verso le 16.00 alla presenza
di sessanta persone la reliquia viene estratta dalla campana di vetro e
deposta su un tavolo della secrestia. La commissione la esamina attentamente
e compila un verbale di constatazione da cui risulta pero' che la Sacra
Spina non presenta alcun fenomeno particolare rispetto al suo stato normale.
Dopo la perizia, la reliquia viene quindi ricollocata al suo posto. La
delusione nella folla che gemiva tutto il centro di San Giovanni Bianco
fu grande. |
.
Ma non per questo
cessarono le preghiere e le adorazioni pubbliche diurne e notturne. Il
giorno di Pasqua alle ore 14.30 la reliquia viene esposta sull'altare
ed e' un fiume ininterrotto di folla quello che vi sfila davanti. Verso
le 23.00 il parroco Don Davide Brigenti nota nella Santa Spina qualcosa
di strano ma, spossato dalla fatica, decide di ritirarsi. Viene quindi
chiamato il medico comunale, dottor Paolo Bianchi, membro della commissione
tecnica, il quale rileva sulla reliquia "una macchia rossa sanguigna, viva
ed umida che tendeva a dilatarsi visibilmente in alto, visibile ad occhio
nudo ad un metro di distanza". Il Coadiutore Don Taramelli ne da' notizia
alla folla ancora numerosa. Si, e' davvero una striscia di colore sanguigno
vivo quella che si vede, a forma di fiamma rovesciata, dalla lunghezza
di circa 10 mm e dalla larghezza di 2 mm. La voce del miracolo si diffonde
in un attimo in paese e nelle frazioni e la chiesa si riempie di gente
emozionata e commossa che canta il Te Deum, l' inno della Sacra
Spina Exite Filiae Sion e
Noi Vogliam Dio.
.
.
Suonano le campane
a distesa e la notizia viene subito portata da alcune staffette a Bergamo
al Vescovo Mons. Marelli, a Mons. Bernareggi e agli altri membri della
commissione. Alle 2.00 si comincia a celebrare s. messe. All'alba l' Eco
di Bergamo esce in edizione speciale portando la novella in tutta la provincia.
I treni che salgono a San Giovanni sono strapieni e cominciano ad arrivare
anche numerosi autobus. Verso le 10.00 fanno il loro ingresso in chiesa
mons. Marelli e i membri della commissione. La reliquia viene esaminata
attentamente e ripetutamente e viene stilata una relazione dove si parla
di "una macchia rosso sanguigna, di forma piramidale con l'apice in basso.
Questa macchia non si e' riscontrata nelle precedenti 2 costatazioni ed
oggi appare per la prima volta". Nel corso di quelle ore e di quei
giorni, come si puo' costatare anche dalle descrizioni, la macchia di sangue
ando' soggetta a diverse trasformazioni. Prima a forma di fiamma, poi piramidale,
poi triangolare. Variazioni si osservano anche nel tono del colore.
.
| Ma particolarmente
insolita fu la durata del fenomeno perche' l'arrossamento fu notato ancora
per diversi mesi a seguire. I fatti della sera di Pasqua ebbero un' eco
grandissima anche fuori provincia. Si calcola che nelle due settimane seguenti
alla fioritura siano arrivato a San Giovanni Bianco piu' di 200.000 pellegrini,
a una media di 15.000 al giorno.
La Ferrovia della
Valle Brembana si affretto' ad istituire corse straordinarie, ben 24 tra
andata e ritorno nelle 2 Domeniche successive al prodigio. E moltissimi
erano anche quelli che in segno di penitenza arrivavano a piedi. La chiesa
rimase aperta ininterrottamente giorno e notte per 2 settimane, con lunghe
file di fedeli incanalati in un percorso obbligato con breve sosta davanti
al tronetto su cui la Sacra Spina era esposta. |
|
|
.
Domenica 10 Aprile
fu organizzata una festa di ringraziamento con fiaccolata, fuochi artificiali
e grandi falo', che vide la partecipazione di oltre ventimila persone (novemila
delle quali giunte in Ferrovia). E i pellegrinaggi continuarono nelle settimane
successive, provenienti da tutta Italia: da localita' della Lombardia,
dal Veneto, del Piemonte ma anche da Genova, La Spezia, Firenze, Orvieto,
e fin da Trapani. Un'altra festa di ringraziamento fu celebrata il 5 Ottobre
dello stesso anno. Vi partecipo' e vi tenne un discorso Mons. Angelo Roncalli,
al tempo Nunzio Apostolico in Bulgaria e poi, dal 1958 al 1963, Papa Giovanni
XXIII.
Gallery
Fotografica notturna della Sacra Spina 2003
|